• Angela Iantosca

Visioni in metro...

C’è chi è stanco. Chi di corsa. Chi ripassa una materia per l’interrogazione. Chi ascolta musica o chi fa finta di sentire qualcosa con le cuffiette nelle orecchie che non trasmettono niente, pur di non sentire chi è intorno. C’è chi tiene vicino a sé valigie piene di desideri e aspettative per il viaggio che sta per compiere. E poi c’e chi ha già voglia di litigare e gesticola animatamente con un interlocutore immaginario e chi non gesticola più, ma tiene appesa lungo il fianco la mano appesantita da una fede che non sente più sua Una donna avvolta sempre negli stessi abiti, come ogni giorno, va su e giù ripetendo la stessa litania necessaria alla quale non crede o non ha mai creduto. Gente sale e altra scende. Un posto si libera e un altro si occupa. Finché i vagoni si saturano Odore di città. Profumi, deodoranti dozzinali, profumi eccessivi, memorie di naftalina. Polvere che si muove con l’apertura delle porte. Parole a metá, spezzate dalle soste, dalla voce della Signorina Metro e da altre lingue che si intrecciano alla ‘nostra’. Un ragazzo dagli occhi azzurri guarda davanti a sè impaurito dagli sguardi altrui Anche le mani sono introverse. Con Una tiene stretto lo zaino, con l’altra gioca con una grinza del suo giubbotto. Lo sguardo timido senza pensieri apparenti. Chissà a cosa pensa e dove sta andando... Accanto a lui un uomo dorme e un altro scrive sul cellulare. Come il più anziano alla sua destra. Le teste piegate e ordinate su questo oggetto. Scrivono, leggono, cercano, ridono. Anche io sembro cercare. In realtà li osservo senza essere vista. Indifferente mentre penso alla mia valigia carica di desideri e aspettative e a questo nuovo viaggio che sta per cominciare.


0 visualizzazioni

©2018 by ask4angela

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now