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  • Angela Iantosca

Un pranzo affollato...

Immaginate un salone enorme, in legno, circondato da vetri su due lati, vetri che mostrano la natura intorno e che fanno intuire (nelle giornate limpide) il mare in lontananza.

Immaginate questo salone che si riempie tutti i giorni, sempre alla stessa ora, di centinaia di ragazzi, maschi e femmine, minorenni e maggiorenni. Immaginate un qualsiasi pranzo di un qualsiasi giorno: i ragazzi che arrivano, che si siedono, ognuno nel proprio settore, e che chiacchierano. Sono centinaia (1300 in questo momento; 28mila negli ultimi 40 anni) e sono i ragazzi che vivono nella comunità di San Patrignano.

Ogni volta che mangio con loro rivivo sempre la stessa sensazione. Ascolto le loro parole e quel silenzio condivido, che dura un minuto, prima dell'inizio del pasto. Sono ragazzi che ci stanno provando. Che sono qui per tornare a vivere e soprattutto per capire le ragioni della droga. C'è aria di festa oggi. Domani comincia il We Free Days, che è il momento dell'anno durante il quale le porte della comunità si aprono all'esterno, accogliendo circa 3mila studenti! In questi giorni (due), si balla, si organizzano spettacoli, dibattiti, incontri, ci si mette a nudo, come sempre, senza vergogna. I ragazzi della comunità parlano con quel mondo 'fuori' che è loro precluso, lasciando sensazioni sulle quali poi riflettere nel silenzio della collina che si trova vicino Rimini.

Quest'anno, per la quarta volta, ci sarò anche io.

Ma per la prima volta sarò in scena la mattina con lo spettacolo per i ragazzi: "Una sottile linea bianca".

In scena saremo io, Ariel e Angelika. Sarà un momento intenso in cui ognuno di noi proverà a raccontare le sue ragioni. Senza vergogna. Senza maschere. Come sempre.


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