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  • Angela Iantosca

Tutto ci cambia. Nulla ci cambia

Chi fa il giornalista o un lavoro che vive sul last-minute o in continuo movimento lo sa bene. Non ci sono orari, non ci sono giornate libere. La vita è complessa e si ragiona su incastri, su incroci di treni e abbracci rubati in stazione, mentre qualcuno arriva e qualcun altro parte. Ingranaggi delicati che possono saltare da un momento all’altro. Ma in questa corsa continua, ci sono delle occasioni che sono appuntamenti imprescindibili, che si fissano autonomamente sui nostri calendari: i festival. Certamente momenti di grande lavoro, tensione, emozione, ma prima di tutto occasioni per stare, per avere quel tempo minimo per rivedere degli amici, con i quali provare a riassumere l’anno precedente, dandosi appuntamento a quello successivo (anche se questo momento ci sta insegnando a non procrastinare..). Gaetano Savatteri, giornalista, scrittore, è uno di quelli che incontro una volta l’anno, a Lamezia Terme, per il festival di cui è direttore artistico dal 2013, il Trame, e che (forse) anche quest’anno andrà in onda… Siciliano di Sicilia, pur essendo nato a Milano, è cresciuto a Racalmuto, la terra di Sciascia, dove è tornato presto a vivere coltivando proprio in quel luogo così ricco, stimolante, contraddittorio il sogno di essere giornalista. Prima di testate locali, anche da lui create, e poi per le tv nazionali, Rai prima e Mediaset poi.

Come stai vivendo questo momento?

“Come tutti gli italiani, con preoccupazione e timore. Il mestiere di giornalista aiuta perché mai come in questo momento l'informazione diventa essenziale, soprattutto quando tiene alla larga fake news, allarmismi e anatemi millenari”.

Ha subito dei cambiamenti il lavoro?

“Dopo la notizia che Nicola Porro era risultato positivo al test, io e altri colleghi che lavoravamo con lui siamo rimasti in quarantena precauzionale per quindici giorni. Adesso sono tornato al lavoro, e da questo punto di vista l'impegno è una grande risorsa contro i cattivi pensieri”.

Stai scrivendo qualcosa di nuovo?

“Sto concludendo il mio prossimo romanzo. Ma non ti nego che in certi momenti è difficile scrivere, anche perché sembra che la malinconia e il dramma del presente risucchi tutti i pensieri”.

Cosa stai leggendo?

“Non so perché, ma mi sono ritrovato a rileggere testi che magari avevo letto tanto tempo fa. Forse risulta confortante, non so”.

Che consigli di lettura vorresti dare?

“Leggere romanzi di avventure, di terre e di mari, di viaggi fatti e da fare. Portare il tempo lettura fuori dalle nostre case e dai nostri giorni”.

Vi state preparando al TRAME FESTIVAL?

“Ci stavamo preparando, adesso bisognerà decidere se confermare l'edizione e in quali forme. Aspettiamo, come tutti”.

Da esperto, pensi che da questa situazione di difficoltà le mafie possano trarre dei vantaggi?

“Il giudice Giuseppe Pignatone ha detto che, dopo l'emergenza, le mafie potrebbero ripresentarsi più forti, ad esempio speculando nel settore della sanità, dei lavori pubblici che sono rimasti fermi e anche offrendo liquidità ad imprese che magari dopo questo periodo potrebbero trovarsi in difficoltà”.

Come possiamo prevenire questo e continuare a tenere alta l'attenzione?

“L'attenzione è concentrata su altro. Mi auguro che chi deve sorvegliare continui a farlo e che intensifichi la sorveglianza nel dopo-pandemia”.



Come si fa prevenzione in un momento in cui si parla solo di un argomento?

“Pian piano torneremo a parlare anche di mafie e di contrasto alle mafie. Ci vuole tempo, perché in quel caso non siamo di fronte a un'emergenza ma a un dato abbastanza strutturale del nostro sistema economico e sociale”.


Pensi che tutto questo possa trasformarsi in una opportunità?

“Dipende da quando e da come ne usciremo. Potrebbe essere un'opportunità di ripensare a uno sviluppo economico diverso, più equilibrato e attento alla vita degli individui”.

Ci cambierà?

“Tutto ci cambia, nulla ci cambia. Ma spero che riprenderemo a fare le cose di prima con più passione e più intensità. Con più amore, se mi permetti di usare questa parola”.

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©2018 by ask4angela

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