• Angela Iantosca

SOS FAMIGLIE

“L’esperienza non è ciò che accade a un uomo: è ciò che un uomo fa con quel che gli accade”. Questa frase dello scrittore Aldous Leonard Huxley mi fa pensare a lei. Una donna che dopo venti anni di gestione di un asilo nido a Bologna e di due centri estivi in Romagna, dopo anni vissuti a stretto contatto con le famiglie e con le loro problematiche, ha deciso di approfondire e di studiare per essere sempre più utile a chi le chiede aiuto: mamme, papà, adolescenti, giovanissimi... Così Federica Benassi, dopo un corso triennale di Counseling sistemico familiare, corsi in Italia e all’estero e un Master in Problem Solving in Lettonia, ha iniziato a condurre gruppi di crescita per adolescenti e ad attivare in varie scuole in giro per l'Italia dei percorsi per genitori e per insegnanti, per farli riflettere sulla loro funzione educativa e per aiutarli a risolvere problemi di relazione e di comunicazione con i propri figli e alunni.


Quando si manifesta la prima rottura negli equilibri familiari?

«Per mia esperienza a metà delle elementari. Molte famiglie mi chiamano quando si è già rotta la comunicazione, quando già c’è tensione, rabbia, quando in casa si urla e ci si lanciano oggetti».


Volendo inquadrare il problema da un punto di vista sociale, quale è la fascia più coinvolta?

«Tutte le fasce. Non è un problema che dipende dal quartiere o dal livello culturale».


Cosa è successo ai genitori?

«I genitori si sono persi. Io sono del ‘66 e ammetto che ci siamo trovati con uno tsunami sociale prodotto da internet che non abbiamo saputo gestire. Siamo figli dell’aquilone e abbiamo figli che al posto dell’aquilone hanno la stecca del selfie. E poi siamo troppo distanti da loro: ho genitori di 44 anni che hanno i figli alle materne… E poi in casa allora si urla, si ricatta, si minaccia, c’è ansia da prestazione. Si pretende moltissimo sin da piccoli e si pretende di ottenere attraverso gli urli. Quando mio padre mi guardava io rimanevo zitta. Adesso i figli non stanno zitti, ma se ne vanno. Perché oggi, a differenza dei miei tempi, sanno dove andare».


Cosa dovrebbe fare un genitore?

«Il genitore deve imparare ad ascoltare i figli, che non significa dargli ragione. Deve dare delle regole e mantenerle, sin da quando i figli sono piccoli. Invece quello che di solito si fa è dare troppe regole senza mantenerne una. Invece devono essere poche, ma buone. Quando poi la regola diventa abitudine, se ne aggiungono altre. Inoltre mamma e papà dovrebbero prendere più spazi per sé come coppia: spazi da condividere. Perché il problema è che parlano sempre dei figli e non di loro».

Che consigli pratici possiamo dare?

«Stop urli in famiglia e sì all’ascolto».


I ragazzi, dal canto loro, cosa cercano?

«I ragazzi cercano coerenza, amore, calma. E poi cercano l’allegria in famiglia: a loro piace ridere. Invece le famiglie ridono finché i figli sono al nido, alle materne. Poi si pretende che il figlio sia un super genio. In 26 anni che lavoro geni non ne ho mai visti: ma ho visto molti genitori che volevano i figli geni!».

Cosa genera tutto questo nei ragazzi?

«Chiusura, implosione, rabbia e ricerca di ciò che non hanno in famiglia fuori dalla famiglia. E fuori c’è un ‘male’ capace di comunicare più e meglio della famiglia, diventando interessante, affascinante per i ragazzi, molto più della famiglia: perché chi gestisce il male è capace di promuoverlo!».


Che ruolo hanno i padri?

«Non esiste più il padre autoritario del passato. I papà di adesso cambiano i pannolini, raccontano favole, partecipano molto alla vita domestica, ma hanno le madri che li sovrastano. Le donne vogliono comandare, soprattutto in Italia. E i papà non hanno più i loro spazi».


Le donne perché sono diventate così?

«Hanno troppi carichi: famiglia, casa, spesa, lavoro. Ma soprattutto non vogliono delegare. Quando capiranno che delegando potrebbero stare meglio i problemi saranno risolti».


Sono cambiate le famiglie in questi anni, da quando ha cominciato?

«Il cambiamento è stato lento e costante. E ora si fa fatica a tornare indietro. Basta pensare che in passato mi chiamavano le superiori, poi le medie, poi le elementari. Ora mi chiedono di intervenire anche alle materne».

In cosa consiste il suo intervento?

«A seconda delle scuole, affronto diverse problematiche. E anche a seconda delle richieste di presidi e insegnanti. Il mio intervento riguarda i genitori e gli insegnanti. È con loro che affronto le diverse problematiche. Ma se i genitori fanno fatica a cambiare, ancora di più gli insegnanti! Certo ammetto che il loro è un lavoro difficilissimo, soprattutto ora che il genitore sembra comandare in classe. Ma evidentemente c’è qualcuno che glielo permette».

Pensa che questo virus ci cambierà?

«Questo virus non penso ci cambierà. È come quando il genitore promette di cambiare: il virus ci potrebbe cambiare se durasse un anno! E i genitori potrebbero cambiare se facessero un percorso lungo soprattutto dentro loro stessi».


“Genitori e adolescenti” (Paoline) è un vero e proprio manuale di sopravvivenza.

«Sì, di pronto soccorso, da tenere sul comodino. È molto semplice da leggere e diretto!».


Fa consulenze, partecipa a seminari, viene invitata nelle scuole e parla con le mamme italiane che vivono in Italia e con quelle che vivono all’estero. Che differenze?

«Le mamme italiane che vanno a vivere all’estero per vari motivi, vengono catapultate in realtà diverse e sono spinte a mettersi di più in discussione!».


Quanto male hanno fatto i social, il cellulare alle famiglie?

«Hanno fatto grandi danni ma perché noi adulti non ci siamo aggiornati. E li abbiamo usati anche per ‘liberarci’ dei figli: se dai in mano ad un bambino di due anni e mezzo il cellulare perché tu devi fare altro, poi è normale che te lo ritroverai a 13 anni che fa l’una di notte con il cellulare acceso!».


Mamme amiche: sì o no?

«Quello con il figlio o la figlia non deve essere un rapporto simmetrico. Non sono accettabili i genitori amici e le mamme vestite come le figlie! Ognuno deve avere il suo ruolo!».


Quale confine bisogna mantenere?

«Quello dell’autorevolezza».


P.s.: l'articolo lo trovate pubblicato sul mensile ACQUA&SAPONE, numero di maggio e potete leggerlo a questo link... a firma di Chiara Luce (che sono io) https://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=3501

©2018 by ask4angela

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