• Angela Iantosca

Ognuno di noi ha risorse infinite

Il silenzio è una parte immancabile della sua vita, nonostante tutti i giorni sia sempre in relazione con i ragazzi, con le storie, con le lacrime ma anche con il riscatto. Ed è proprio per questo che ha deciso di diventare uno storyteller degli adolescenti. In attesa di quel riscatto, nella speranza della rivincita finale, dell’happy end e nella convinzione che narrare possa sempre essere d’aiuto a chi racconta e a chi ascolta. Ha lavorato a Radio Deejay ed Rds, è stato volto della tv, ma da alcuni anni realizza docufilm in cui affronta i temi del bullismo, del cyberbullismo, della tossicodipendenza, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto questi drammi.

#Cuoriconnessi è uno dei suoi lavori che, pochi mesi fa è diventato un libro (in collaborazione con Unieuro e Polizia di Stato) in cui sono raccolte molte storie, frutto di un lavoro durato quattro anni.

Come rimanere con i CUORI CONNESSI in un momento così complesso?

“In momenti così complicati bisogna innanzitutto rimanere connessi con se stessi, evitare di pensare troppo alla situazione globale e concentrarsi sulle proprie potenzialità. Questo non significa essere egoisti, ma sconfiggere prima di tutto la paura. Lei è da sempre la prima grande nemica da combattere. Se hai paura non sei lucido e ti lasci schiacciare dall’incertezza e dalla paura del futuro. Anche per aiutare gli altri è necessario essere presenti a se stessi”.



L’essere costretti a casa potrebbe spingerci ad un uso eccessivo della rete?

“Direi ad un uso eccessivo della rete, della televisione e dell’informazione in generale. Sono tanti i nemici invisibili da combattere. Le fake news ad esempio. Pochi si pongono di fronte a una notizia con fare dubitativo, cosa che invece risulta fondamentale fin dalla notte dei tempi. Una bulimia informativa o infodemia, rischia di crearci ansie, di farci travisare la realtà, di cadere in uno stato di profonda depressione. Alla centesima volta che andiamo ad informarci sui sintomi che accompagnano il virus, probabilmente avremo la sensazione di respirare male e di avere due linee di febbre”.

Come proteggerci?

“In questo genere di società non è semplice tutelarsi perché occorre forza di volontà. La ricetta è quella di staccare, leggere un libro, cucinare, fare dell’altro. Semplice a dirsi, ma non dimentichiamoci che siamo di fronte a una dipendenza. Tra l’altro è estremamente difficile stabilire la linea di confine tra uso e abuso dello smartphone, anche se in linea di massima, l’80% delle persone ha già valicato il famoso confine”.

Un giornalista che vive in trincea ogni giorno, che cerca e racconta storie, come vive questo momento?

“Male perché sono costretto all’immobilità. Vorrei girare un documentario ma ho paura di questo nemico invisibile. Sono entrato da incosciente nelle zone rosse dei terremoti e in quartieri terribili in vari angoli del mondo, ma una volta che ne venivo fuori ero tranquillo, qui è tutto diverso. Mi viene da dire che comunque i grandi racconti arriveranno quando cesserà l’emergenza sanitaria e comincerà una vera e propria lotta per sopravvivere. Ancora siamo dentro una bolla, ci rendiamo poco conto di quanto sarà duro il dopo. Ci saranno tante storie da raccogliere ma comunque sono certo che si aprirà una nuova visione globale della vita. Certi modelli di consumismo sono arrivati al capolinea”.



Come lo stai trasformando in una occasione?

“Come tutti mi sono tuffato sul mondo online. Ho progetti molto belli con le scuole dell’ Emilia Romagna e non solo. Guardo il mare e la campagna. Scrivo e mangio la cioccolata”.

Che rapporto hai con il silenzio?

“Il silenzio è una parte irrinunciabile della mia vita. Ho bisogno di silenzio, non posso farne a meno, per questo spesso mi isolo o passeggio in campagna. Il rapporto con il silenzio spesso coincide anche con la necessità di essere in armonia con la natura. Questi elementi rappresentano la base di ogni forma di equilibrio. In questo periodo è calato un meraviglioso silenzio sulle città e non solo. Personalmente a me questo aspetto piace da morire. È un attimo magico, come quando nevica”.

Che musica consiglieresti, vista che provieni dal mondo delle radio, della musica?

“Quella che ci fa stare meglio. Non è una “non risposta” ma la verità. In linea di massima però mi verrebbe da dire che bisogna evitare musica triste, abbiamo bisogno di energia in questo momento. Esagero: ACDC e Rolling Stones, facciamo che questo sia un periodo profondamente Rock! Necessitiamo di benzina nelle vene”.

Che libri consiglieresti?

“Il manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho. Insegna molte cose in merito al segreto di vivere. Può esserci di grande aiuto”.

Cosa stai leggendo?

“Libri sul buddismo, la mia religione. Praticamente studio. Sono membro della Soka Gakkai e la nostra guida si basa su tre pilastri: recitazione, fede e studio. Lo studio alimenta la fede, in quanto essere buddisti significa toccare con mano i risultati di questa pratica. Si alza lo stato vitale e accadono le cose. Non si tratta di miracoli ma di leggi dell’universo. Einstein diceva che “tutto è energia, sintonizzati alla frequenza che desideri e la otterrai. Questa non è filosofia ma fisica”. Questo concetto non è un aforisma da postare sui social, è una verità assoluta”.

A cosa stai lavorando?

“Sto scrivendo una storia infernale. Quella di una minore che per quasi due anni è stata vittima di un orco. Un plagio devastante fatto di violenze sessuali e soprusi. Una storia pesantissima, La sto ricostruendo in base a tutti i documenti ufficiali rilasciati dal tribunale. Ne vorrei fare un lavoro destinato al teatro, ritieniti impegnata su questo fronte lavorativo! Il Covid-19 passa, la violenza sulle donne invece resta”.

Che sapore avrà il primo abbraccio?

“Chissà? Di sicuro ho provato la sensazione di un mancato abbraccio, quando due settimane fa sono andato a recuperare a Fiumicino mia figlia, proveniente da Londra. Non poterla abbracciare per ovvie questioni di sicurezza è stato molto strano, ad esempio come il farla accomodare sul sedile posteriore a debita distanza”.

Pensi che cambieranno le relazioni?

“Penso che la grande regola dell’universo sia una sola: l’impermanenza. Tutto passa. Pantha Rei. Di epidemie ce ne sono state altre, ma poi tutto procede, sicuramente occorrerà del tempo, ma sono certo che torneremo quelli di prima, almeno dal punto di vista del contatto fisico. Probabilmente molti di noi scopriranno che è possibile vivere bene, anzi meglio, con qualche paio di scarpe in meno e una macchina meno appariscente. Chi nella vita ha seminato valori farà meno fatica. È la storia a insegnarcelo, la vera sfida è con la nostra capacità di comprendere che ognuno di noi ha risorse infinite per superare qualsiasi problema. Chi conquista la propria mente vince sempre”.

©2018 by ask4angela

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