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  • Angela Iantosca

Non si infiltrano: sono già infiltrate!

È inodore e incolore. Sa di abbraccio rassicurante, di pacca sulla spalla. Ha lo sguardo del padre di famiglia che vuole tranquillizzare tutti con quell’ “andrà tutto bene”, tanto pecunia non olet. Ma è peggio di un virus che, mentre contagia, tranquillizza e tampona. E mentre tranquillizza e tampona si prende tutto: beni, aziende, dignità, libertà e vite. Lo ha sempre fatto la mafia: da decine e decine di anni. Si insinua ovunque, melliflua e violenta: lo fa corrompendo, imponendo la sua presenza, lo fa in silenzio o con un rumore che può attraversare la Storia, diventando la responsabile di una ferita mai cicatrizzata del tutto. Lo fa parlando un italiano forbito o un dialetto stretto e incomprensibile. Lo fa con abiti eleganti o con abiti impregnati di antica povertà. Ha un solo obiettivo: il potere. Schiacciare gli altri, ingoiare tutto, vorace e insaziabile, senza fermarsi di fronte alla disperazione e neanche ad un virus che ha avuto la forza di fermare un Paese. Ma lei no.

Ho raggiunto Sergio Nazzaro, giornalista, scrittore, autore nel 2019 di “Mafia nigeriana: la prima inchiesta della squadra anti tratta” (Città Nuova) e oggi portavoce volontario del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Cosa sta accadendo per quanto riguarda le mafie nel nostro Paese: si stanno riorganizzando o stanno aspettando la fine del virus?

"Le mafie sono sempre in movimento, alla ricerca di sempre nuove opportunità. Attenzione a pensare che ora si infiltrino nell'emergenza Covid19, non si infiltrano perche' sono già ampiamente inserite nel tessuto economico del nostro Paese. Questa è un'occasione importante per le mafie di riciclare il proprio denaro e sprofondare ancora più di prima nell'economia sana. Questo è il vero pericolo, avvertito anche dal procuratore Cafiero De Raho, dal capo della polizia Franco Gabrielli che ha istituito una cabina di regia interforze. Anche il procuratore Gratteri che conosce perfettamente le meccaniche della 'Ndrangheta sta avvisando dello stesso pericolo".



Lo sfruttamento della prostituzione ha subito un calo o si sono organizzati come gli spacciatori?

"Lo sfruttamento della prostituzione ha subìto un forte rallentamento, questo per evidenti motivi nella limitazione degli spostamenti delle persone, ciò non significa che sia finito lo sfruttamento delle donne, il traffico di esseri umani. Il Covid19 non è la panacea di questi mali, la pandemia in quanto tale influenza le mafie ma non le ferma, così anche lo sfruttamento delle persone che anzi in questo momento diventano fragilità ancora più esposte e su cui dovremmo accendere un riflettore. Sono sempre i più vessati, schiavizzati a patire maggiormente".



Cosa è cambiato il virus per chi vive nel mondo della delinquenza o del disagio?

"Ci sono diversi livelli criminali, se ci riferiamo alla manovalanza, a quello strato di classe sociale che vive sia di espedienti, che di criminalità di piccolo cabotaggio, ecco che la situazione per loro è diventata insostenibile. Ma altresì sono una bomba sociale pronta ad esplodere, ed ecco che le mafie intervengono con il loro welfare sociale, attraendo sempre più consenso sociale e coesione territoriale soprattutto minando il concetto di democrazia, volendo loro assicurare o meno la sicurezza sociale intensa nel suo senso più ampio".

Come possiamo, come società civile e come giornalisti, prevenire o arginare tutto questo?

"E' il tempo dello studio e dell'analisi seria e approfondita, tempo ne abbiamo. Dovremmo finalmente porre fine alle speculazioni, al sentito dire, alle opinioni che lasciano il tempo che trovano e provare a studiare con grande attenzione. Occorre analisi sistematica dei fenomeni e la loro comprensione, ma in Italia l'opinione e il facile martirio vanno per la maggiore, infatti le mafie hanno immani praterie aperte davanti".

Di fronte alla crisi economica e alla mancanza di liquidità cosa possiamo fare se gli unici ad avere disponibilità economica sono loro?

"Lo Stato deve muoversi con maggiore rapidità e decisione, sic et simpliciter. Non si può e non si deve permettere ai soldi mafiosi di essere la vera garanzia di liquidità, altrimenti diventa un vero e proprio colpo di Stato, nascosto, silenzioso, mascherato ma sempre di colpo di Stato si parla".

Quali strumenti usano o si stanno mettendo in campo per evitare che ciò accada?

"Dobbiamo esercitare la democrazia con i suoi pieni poteri e non lasciare che meri conti economici condannino alla povertà cittadini e imprenditori, anche perché sono gli onesti che si rivolgono allo Stato e non possono essere abbandonati".

In questo momento stai scrivendo qualcosa di nuovo?

"Sì, sto lavorando a diversi progetti, soprattutto report per organizzazioni internazionali in merito a pandemia e criminalità organizzata".

A cosa ti stai dedicando?

"Per la durata dell'emergenza sono portavoce, su base volontaria, per il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Credo che sia un dovere morale dare il proprio piccolo contributo, in questa emergenza. Per il tempo che rimane, studio e scrittura".

Pensi che ci cambierà questo periodo così complesso?

"Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema. Io mi auguro che prevarranno per il futuro i concetti di solidarietà e responsabilità. Ma non devono essere delegati ma fatti propri da ciascuno di noi".

Cosa hai scoperto di te stesso?

"Nulla che non sapessi già".

Cosa ti manca?

"Gli abbracci, le strette di mano, le pacche sulle spalle, i segreti confessati all'orecchio. Manca il darsi spallate con i colleghi mentre ci si prende il caffè. Non sopporto le distanze tra le persone, quasi quasi mi mancano i bus affollati. Manca la vita dello stare insieme. Ma è soltanto rimandata di qualche mese, bisogna avere pazienza, essere tenaci e scopriremo che una comunità salda, forte responsabile e consapevole può sconfiggere un nemico invisibile. Poi mi auguro anche che ci faremo carico di tante malattie che sembrano non riguardarci e aiuteremo gli altri come ebola, colera e via dicendo. Solo perché un virus ha colpito noi, non significa che nel mondo ci sono troppi milioni di esseri umani che soffrono per malattie che abbiamo dimenticato".

Info sul libro "MAFIA NIGERIANA" https://www.cittanuova.it/libri/9788831175432/mafia-nigeriana/

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©2018 by ask4angela

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