• Angela Iantosca

La nostra piazza di spaccio di libri a Scampia

Le mafie si combattono tra i banchi di scuola. Con le penne in mano. Con la testa piena di parole e storie. Con i libri sotto il braccio, che sono scudi potenti da mostrare con orgoglio. Le mafie si combattono con il dito lento che ostinato tiene il segno mentre scorre su una pagina ingiallita. Poi si ferma e torna indietro. Si combatte con i vocabolari, con la memoria che va allenata, con i classici e i contemporanei, gli incontri, le letture ad alta voce, i racconti degli anziani... Si combatte con un esercito di maestre, proprio come sosteneva Bufalino.

Chi ha lottato per conseguire un titolo nonostante il quartiere in cui è cresciuto, chi lavora ogni giorno per garantire un libro e un quaderno al proprio figlio, strappandolo alla malavita, lo sa che è così. E lo sa anche chi diventa poeta in mezzo alle macerie, perché, grazie ai libri, intorno a sé non riesce a non vedere la bellezza. Lo sa chi ha trovato il coraggio di restare per cambiare il suo quartiere. E lo sa Rosario Esposito La Rossa che la sua Scampia la ama e lì da sempre ha deciso di portare cultura, libertà e soprattutto di aprire una piazza di spaccio di libri!

“La Scugnizzeria è nata da una necessità. Quando eravamo piccoli per comprare un libro bisognava emigrare, fare 10 km, 8 fermate della metropolitana. Eravamo lettori migranti, perché nel nostro quartiere di 100 mila abitanti non c'era una libreria, nonostante i 20 mila studenti. Noi abbiamo voluto riempire questo buco. Abbiamo aperto una Piazza di Spaccio di Libri, dove prima si vendeva la droga oggi si spacciano libri. Libri Terroni Made in Scampia. La nostra libreria nasce da un lutto, dalla morte di mio cugino Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, disabile di 25 anni ucciso per errore dalla camorra. A lui abbiamo dedicato La Scugnizzeria, la casa degli scugnizzi”.



Ma la storia di Rosario e di sua moglie Maddalena Stornaiuolo comincia prima dell’apertura della Scugnizzeria nel 2017. Comincia nel 2007 quando fonda a Scampia, insieme a Maddalena , l'associazione Vo.di.Sca (acronimo di "Voci di Scampia") in memoria di suo cugino, Antonio Landieri. Nel 2010, sempre con Maddalena, diventa il nuovo proprietario dello storico marchio editoriale campano Marotta&Cafiero editori che viene immediatamente trasferito da Posillipo a Scampia. Nel 2013 apre nell'ottocentesco Teatro Bellini di Napoli, la libreria Marotta & Cafiero Store, gestita da sole donne. L'anno successivo inaugura a Scampia il Marotta&Cafiero Store, primo bookshop dell'area nord di Napoli. Non solo: ha fondato, in collaborazione col Teatro Bellini di Napoli, il caffè letterario equo e solidale Sottopalco.

Cominciamo dalla situazione attuale: come la state vivendo?

“Chiusi in casa, ad alleggerire le giornate ci pensa nostra figlia di 2 anni. Nel frattempo progettiamo libri per la Marotta&Cafiero editori e spediamo libri per la Scugnizzeria, la nostra libreria. Siamo molto preoccupati per la ripresa, soprattutto in ambito editoriale. La tranquillità della quarantena però ci sta permettendo di lavorare alla grande sui libri, siamo sicuri vengano fuori progetti di qualità”.



Che aria si respira a Scampia?

“Il popolo di Scampia si sta comportando alla grande, tutti in casa. Tra i quartieri meno contagiati. Nessuno in strada e tanta ma tanta solidarietà, speriamo l'emergenza finisca presto perché mette a dura prova le famiglie povere del territorio, spesso le più numerose”.

Quale è la vera faccia di Scampia?

“La vera faccia di Scampia oggi è il Coordinamento Territoriale di Scampia che in meno di un mese ha raccolto oltre 10 mila euro per le Spese SOSpese, consegnate a 900 nuclei familiari, per un totale di 3000 persone. Nel silenzio generale, grazie a donazioni private. Perché i giornali non raccontano questo grande cuore? Il capannone dove oltre 20 volontari, tutti i giorni, si mettono al servizio per la comunità. Scampia non è più Gomorra: Scampia oggi è terra di riscatto”.

Come state affrontando l'emergenza?

“Continuiamo la nostra attività spedendo libri e vendendo online, ma abbiamo deciso di non riaprire perché il governo ci tratta come simboli culturali, ma noi siamo innanzitutto imprenditori culturali. Aprire una librerie, come la nostra, per ragazzi, senza il pubblico è un suicidio. Non possiamo garantire sicurezza per il pubblico e per noi stessi, non possiamo igienizzare continuamente a nostra spese, ma soprattutto noi non siamo Amazon, noi siamo un luogo che vive solo se ci sono i ragazzi e in questo momento non crediamo che abbia senso riaprire per poter dire: "Siamo ripartiti dalla cultura"".



Quali nuove idee state mettendo in campo per la Casa editrice?

“Abbiamo tentato di cambiare marcia e provare ad occupare un vuoto editoriale che c'è nella regione Campania. Per farlo abbiamo deciso di puntare su autori internazionali. Sicuramente tra le prossime pubblicazioni cito Osvaldo Soriano, autore conosciuto in tutto il mondo e Antonio Skarmeta, l'autore de Il Postino di Neruda. Ma anche il Premio Cervantes, Juan Goytisolo. Tra gli italiani mi piace ricordare Domenico Rea e Raffaele La Capria, due Premi Strega. Stiamo lavorando tanto con editori e agenzie straniere, la nostra idea è portare ancora una volta a Napoli Premio Nobel della Letteratura come abbiamo già fatto con Gunter Grass”.

Cosa state imparando da questo momento?

“Stiamo sicuramente imparando che l'ambiente è fondamentale che bisogna cambiare paradigma industriale, che le relazioni sono ciò che abbiamo di più importante. I cellulari non sostituiranno mai gli abbracci. Sono molto curioso di capire come l'umanità reagirà a questa crisi, speriamo di avere gli anticorpi per cambiare marcia al mondo”.

Quanto è importante leggere ora?

“È importante leggere sempre, ora c'è più tempo e si può recuperare. Io consiglio di leggere libri classici, quelli che richiedono tempo e concentrazione, ora o mai più”.

Pensi che le mafie possano approfittare della crisi? Come possiamo prevenire questo?

“Lo stanno già facendo prestando soldi alla povera gente, alle aziende in crisi che sperano di poter acquistare per poco e niente. Se lo Stato non fa in fretta le mafie ne approfitteranno. Siamo a metà aprile e molte delle risposte economiche dello Stato ancora non sono arrivate sui conti correnti. Questo è molto pericoloso, le mafie sono veloci, la burocrazia è lenta”.

Stai scrivendo qualcosa di nuovo?

“Sto scrivendo due libri per Einaudi Ragazzi, il terzo e il quarto che pubblicherò con questa casa editrice. Una raccolta di racconti e un albo illustrato dedicato proprio agli scugnizzi. Inoltre sto scrivendo un saggio dedicato agli uomini che nella storia dell'umanità hanno salvato i libri dalla distruzione, il titolo è Protego”.

Cosa stai leggendo?

“Sto leggendo un bellissimo libro di una casa editrice vicentina Ronzani Editori scritto dal typedesigner Eric Gill, il titolo è Saggio sulla Tipografia. Veramente spettacolare, volume che mostra cosa c'è dietro le font e come si creano. Lo consiglia a scrittori e grafici, oltre agli editori”.

Da genitore come stai vivendo la costrizione in casa? Come state mettendo in campo la vostra creatività?

“Nostra figlia di 2 anni non ci concede un attimo di riposo, ma la quarantena ci ha permesso di eliminare la frenesia del lavoro e stiamo più tempo con lei, creiamo giochi tra dinosauri e fate. Tutto ciò è molto bello e speriamo possa durare anche dopo l'emergenza. Recuperare la bellezza del tempo improduttivo”.

©2018 by ask4angela

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