• Angela Iantosca

La fraternità non è un concetto, ma un modo di vivere

Don Giacomo Panizza è il Presidente della “Progetto Sud”, emigrato al contrario dalla provincia di Brescia, a Lamezia Terme, per fondare una comunità che da quarantatré anni è attiva sui temi della solidarietà e dei diritti, dell’ ecologia e della giustizia. Un tempo lungo e virtuoso, prolifero di battaglie e affermazione di principi etici, spesso trascorso per strada e sempre con le persone, senza distanziamenti o discriminazioni. Neanche al tempo della quarantena da Covid-19 la Comunità si è arresa e non ha preso le distanze dalla sua mission né ha distolto lo sguardo dalle nuove fragilità.

Abbiamo intervistato Don Giacomo.

Come trascorre le sue giornate?

“In questo periodo sto viaggiando da fermo. Svolgo le normali attività, faccio incontri, mail e telefonate, leggo e prego, insegno all’Università, e così via; tutto dall’abitazione e dall’ufficio della casa madre della Comunità Progetto Sud”.



Quale è l'opportunità che ci viene data in questo tempo che molti definiscono sospeso?

“Il Covid ci ha sottratto un sacco di opportunità. Stavamo progettando le attività di primavera e mettendo in campo iniziative splendide per creare più lavoro, libertà e salute in Calabria ma…

In questo tempo di emergenza sanitaria abbiamo riconvertito gli interventi grazie anche ai molti che ci hanno chiesto di portare aiuto verso le famiglie più in difficoltà.

Insomma, le opportunità si stanno realizzando fronteggiando le conseguenze della diffusione del Covid-19. Siamo convinti che questo sia il tempo di diventare più creativi, più generativi, più capaci di futuro”.

Il Papa ha chiesto di Passare "dal se al sì", "dall’io al noi" parole e processi generativi a cui lei è legato da molto tempo. Pensa che siamo pronti a questo?

“La collettività mi sembra come un’automobile scassata che a un certo punto buca una ruota. Io spero che non ci fermiamo per lamentarci sul foro della ruota ma per organizzarci insieme ad aggiustare interamente la macchina, a concordare dove vogliamo portare la nostra Calabria, a trasformarla in una comunità che fa comunione, solidarietà, ricchezza di salute e di umanità. Il “noi” inizia se e quando prenderemo questa strada. Sono persuaso che, più di ieri, oggi questo ideale si agiti nelle teste e nei cuori di giovani e vecchi, di uomini e donne”.

Cosa consegna al futuro questo presente solo apparentemente interrotto?

“Io ci colgo un messaggio di qualità del limite umano, di quella grandezza che potremmo costruire con un “noi” che ci affratelli maggiormente. La fraternità non è un concetto, è un modo di vivere concretamente le relazioni umane e le corresponsabilità sociali, la giustizia economica e la democrazia vera. Altrimenti non capiremmo il Vangelo, e di questo tempo neppure il 25 aprile o il primo maggio o il 2 giugno”.

Articolo e foto di Maria Pia Tucci

©2018 by ask4angela

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