• Angela Iantosca

L'Arte va condivisa (anche online)!

L’Arte in questo tempo si fa più democratica e fruibile per tutti. I Musei aprono le loro porte e basta cliccare su un link ed eccoli là gli Uffizi e per di più senza file. E anche il Louvre e il Metropolitan di New York... un sogno da fare (necessariamente) stando comodamente seduti sul divano di casa, nel rispetto del decreto #iorestoacasa

Ma c’è chi da anni lavora nella direzione del digitale, un mezzo che può agevolare alcuni processi quotidiani del mondo dell’arte e del suo sistema. Lui è Andrea Concas, imprenditore, gallerista, collezionista e comunicatore. Che ha cominciato ad amare l’arte da bambino grazie a suo padre, storico dell’arte e direttore di musei statali, che gli ha permesso di crescere nel bello, tra musei, mostre, collezioni ed artisti, passione poi coltivata, studiata e messa in pratica nel lavoro. Una fortuna che ha sentito la necessità di condividere con tutti rendendo l’arte accessibile.

Quindi mettetevi comodi che vi si sta per aprire un mondo. Virtuale… in attesa di tornarlo a ‘toccare’…




L'arte al tempo del virus: come si sta riorganizzando in funzione di quanto sta accadendo?

“Stiamo vivendo un momento storico, sociale e culturale molto delicato, dove il digitale sta in dato di fatto accorciando le distanze e unendo le persone, seppur virtualmente. Così, anche il mondo dell’arte in queste ore si capacita della forza, dell’importanza e delle opportunità offerte dall’online non solo per comunicare, ma anche per fruire e vendere l’arte. A fronte delle istanze contenitive con la chiusura di mostre, gallerie e musei e del prevedibile rinvio di eventi fisici come le fiere d’arte, si è arrivati a formulare nuove soluzioni per raggiungere i propri collezionisti, il pubblico e più in generale per la condivisione dell'arte. Un bene per tutti, per questo non posso che dire, “Benvenuti ONLINE” e che questo possa essere motivo di permanenza e prosieguo anche dopo questa condizione contingente e limitante…”.

Alcuni Musei hanno attivato la possibilità di visitare on line le mostre: ma l'arte non va 'toccata'?

“Sicuramente l’arte va vissuta, fisicamente e, perché no, anche virtualmente. Niente e nessuno potrà mai sostituire la fisicità dell’Arte ed il piacere di vedere un’opera dal vivo. Tuttavia bisogna pensare, a prescindere da questa particolare situazione, che la digitalizzazione dei contenuti è utile anche per l’informazione e la fruizione dei Beni Culturali. Pensiamo allo studio, alla conoscenza e alla possibilità offerta, solo con un click, di visitare virtualmente il MoMA di New York, il Museo del Louvre di Parigi, passando per il Guggenheim di Bilbao e di Venezia o dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, il tutto comodamente da casa propria, anche per chi non ha le possibilità economiche, o ancor peggio fisiche per poterlo fare. Allora non vi è limite né alcun aspetto negativo nel fruire dell’arte online perché, a mio avviso, può solo portare benefici sotto più punti di vista, culturali, economici e sociali in primis”.

Al tempo della globalizzazione siamo destinati alle Galleria Virtuali?

“No assolutamente, la fisicità ricoprirà sempre un ruolo cruciale nell’Arte, fosse anche solo per l’esposizione e l’acquisizione delle opere. Il digitale è un mezzo che può agevolare alcuni processi quotidiani del mondo dell’arte e del suo sistema, ivi comprese le gallerie, le quali stanno vivendo un momento storico cruciale, molto delicato, di rinnovo nei modelli di business così come dei ruoli, all’interno di un mercato sempre più articolato e frammentato. Oggi diventa cruciale essere online, per innumerevoli motivi legati alla visibilità, alla promozione, alla vendita diretta o indiretta e lo sarà sempre di più, ma cambiando i modelli, ecco che il fisico ed il virtuale saranno sempre più uniti, l’uno senza esclusione dell’altro”.

Con Professione Arte lei già da tempo lavora in rete a supporto dell'arte: come funziona?

“Ogni giorno parlo di arte e innovazione, lo faccio come come art entrepreneur, gallerista, collezionista, docente e speaker in tutto il mondo. Ho fondato Art Backers e Art Rights, startup dell’arte che opera nella digitalizzazione e certificazione delle opere d’arte unendo l’online ed il fisico. In questi giorni festeggio quasi due anni di divulgazione pubblica, dal primo video “Hai ereditato un’opera d’arte?”, ne sono seguiti oltre 400, dove ho affrontato tematiche sull’arte, l’innovazione, le professioni o ancora il marketing culturale. Ho avuto la fortuna e il privilegio di intervistare e condividere con il pubblico oltre 50 professionisti del mondo dell’arte tra cui artisti, galleristi e collezionisti incredibili, tutti accomunati dalla grande passione per l’arte grazie al format video #ArteConcasTALKS. E ancora ho raccontato le grandi Donne con #ArteDonna, mostrato gli #UnboxingArt, risposto a decine di domande con #ArteConcasRisponde e ho fatto vedere i retroscena della #VitaDaGallerista. Senza contare i #LibriChatBOT su Banksy e Leonardo da Vinci e l’ultimo appunto, ProfessioneARTE, tutti editi da Mondadori Electa. Ho il piacere di scrivere di Arte, Innovazione e Marketing Culturale e ho creato ProfessioneARTE.it, prima community dedicata alla formazione, aggiornamento e orientamento verso le professioni dell’arte dove ho coinvolto i più grandi professionisti dell’arte in Italia per webinar online e workshop dal vivo. Mi reputo un pioniere e primo sostenitore di una nuova modalità di divulgazione dell’arte, del digitale e di come le tecnologie possono supportare i professionisti del settore, una vera e propria vocazione per me. Perché non mi stancherò mai di dirlo, l’innovazione nell’Arte è di PROCESSO, non tecnologica”.



La bellezza, anche virtuale, può aiutarci a sopportare la clausura forzata?

“Senza dubbio alcuno. Proprio in questo momento delicato in cui ognuno di noi è messo a dura prova, l’Arte, la Cultura, la Musica, la Letteratura ed il Bello possono e devono essere la base di sostegno e di crescita umana, sociale e culturale. Abbiamo bisogno di pensare a qualcosa di bello, sano e culturalmente arricchente che ci dia speranza per il domani. Online c’è spazio e bisogno di tutti, di artisti, musei, galleristi, creativi, professionisti, ora più che mai”.

Come rendere accattivante gli artisti per i giovani?

“Utilizzando metriche e matrici comunicative a loro vicine, come quelle dei social. I giovani devono essere coinvolti, devono sentirsi parte del sistema, abbattendo inutili barriere elitarie e ancora accorciando le distanze per la comprensione, fruizione, promozione e vendita delle opere d’arte. Oggi ci sono artisti, galleristi e musei per tutti, per ogni gusto, budget o vocazione culturale, bisogna solo cercarli e viceversa agevolare e migliorare la loro comunicazione verso l’esterno e tra di loro”.

Quali artisti consiglierebbe di studiare in questo momento?

“Quelli che colpiscono, che creano emozione, che appassionano. La passione è la chiave dell’arte, per questo è importante cercare artisti in linea con il proprio gusto, i propri pensieri e nelle cui opere ritrovarsi in questo momento storico. Perché l’artista è la rappresentazione del pensiero filosofico e sociale del tempo di cui anche noi siamo parte. Al primo acquisto, è importante ignorare le valutazioni economiche o di investimento, quelle verranno dopo, all’inizio diventa fondamentale studiare l’artista, la sua storia, la sua ricerca artistica e comprare solo opere che si vorrebbero vedere ogni giorno alle pareti di casa o dell’ufficio”.

Lei ha raccontato Leonardo e Banksy in 100 domande e 150 risposte: perché ha scelto questi due artisti?

“Per me due artisti visionari, per un libro visionario, che va oltre le sue stesse pagine questo grazie ad ArteConcasBOT il primo ChatBOT del mondo dell’arte, un sistema automatizzato che risponde alle domande del lettore sui grandi artisti. Leonardo e Banksy sono artisti pionieri, anticonvenzionali, che nel proprio periodo storico e sociale hanno portato innovazione nella loro società, ognuno con le proprie peculiarità, così come il Libro ChatBOT per l’editoria che grazie alle parole chiave presenti nelle pagine, permette l’accesso a migliaia di contenuti interattivi, come video, citazioni, quiz e immagini comodamente dal proprio smartphone su WhatsApp, Facebook Messenger, Telegram o dagli innovativi assistenti vocali Google Assistant e Amazon Alexa”.



Ha in cantiere altri libri simili: quale artista vorrebbe raccontare?

“Assolutamente sì, infatti la collana “100 Domande 150 risposte” edita da Mondadori Electa continua. Proprio in questi giorni sto scrivendo il terzo libro, posso solo anticipare che sarà una grande Donna dell’arte, finalmente!”

Quale libro sta leggendo ora?

“Non mi è possibile svelarlo perché è una ricca bibliografia che riguarda l’artista su cui sto scrivendo il mio prossimo libro, quindi sulla mia scrivania ora ci sono tantissimi libri per lo studio e la ricerca su di lei, una Donna simbolo del femminismo, rivoluzionaria e determinata…”.

Quale libro consiglierebbe?

“Beh certamente il mio ultimo libro “ProfessioneARTE, i protagonisti, le opportunità di investimento, le nuove sfide digitali”: una miniera di spunti di riflessione e chiave d’accesso per chi dell’arte vuole fare la propria professione. Un volume ricco di informazioni sul Sistema dell’arte e i suoi protagonisti, sul mercato tra collezionismo e investimento, sulla sua valorizzazione con un primo focus su Arte & Innovazione le nuove tecnologie e metodologie applicate al mondo dell’arte come Blockchain, Intelligenza Artificiale, Wealth Management e Art Lending.  Consiglio poi “Dark side of the Boom” della giornalista Georgina Adam sul lato oscuro del mercato dell’arte; la Adam è presente nel mio libro grazie agli #ArteConcasTALKS, testimonianze di grandi professionisti come galleristi, collezionisti, curatori, direttori di musei, art advisor, avvocati, esperti del mercato, che chiariscono le nuove strategie, i diritti, i doveri e le responsabilità”.


Per interagire con lui:

www.andreaconcas.it - www.instagram.com/ARTECONCAS/ - www.linkedin.com/in/andreaconcas/ - www.youtube.com/arteconcaswww.professionearte.it - www.artrights.me



Le foto in questa pagina sono di Luigi Corda





©2018 by ask4angela

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