• Angela Iantosca

L’amore? Tornerà più bello (e più schifoso) che mai!

Una risata ha fatto nascere la nostra amicizia. Anzi, per essere onesti, una mia battuta infelice. Per questo sul cellulare il suo nickname (che compare in bellavista quando mi chiama) mi ricorda il luogo in cui abbiamo deciso che sì, in fondo, ci eravamo abbastanza simpatici da andare oltre un saluto insipido e privo di curiosità. Giornalista, scrittore, autore, editor, l’ultima volta che ci siamo incrociati è stata a Roma in occasione della presentazione del suo libro “Voglio fare l’attore. Vita e teatro di Roberto Herlitzka” (Caracò editore)… Troppo tempo fa, perché nel frattempo, Emanuele Tirelli ha pubblicato un altro libro, questa volta un romanzo, “Autosalone corallo”, oltre a continuare le sue performance teatrali con lo spettacolo (divertentissimo) “L’amore è bello. L’amore fa schifo”.

Costretti a casa dal Coronavirus, cosa fa uno scrittore?

“Continuo a lavorare per i giornali (Emanuele Tirelli scrive per Il Mattino, L'Espresso...), a editare testi altrui e a cercare di scrivere i miei. La mia vita è cambiata solo per il tempo libero. Dovendo limitare le uscite al minimo, sono aumentate le ore di film, di serie tv e di lettura”.



Parliamo del tuo ultimo romanzo, "Autosalone corallo": come è nata l'idea?

“Volevo raccontare una storia in cui i personaggi non avessero una distinzione netta. Ogni persona contiene più elementi differenti (non esiste il "buoni e cattivi"), alcuni prevalgono sugli altri, ma non sempre lo sbilanciamento si ripete allo stesso modo. Con "Autosalone Corallo" mi sono concentrato sul cambiamento, agito o mancato, e sul desiderio di molti di voler raggiungere degli obiettivi senza mai fare davvero gli sforzi necessari”.



A cosa stai lavorando di nuovo ora?

“A "La donna e il mobile (laddove il mobile è l'uomo)". E' uno spettacolo nel quale sono anche performer, insieme al musicista Ciro Staro. Avremmo dovuto debuttare durante la prima settimana di marzo ma i teatri sono stati chiusi, quindi c'è tempo per apportare qualche altra modifica. Inoltre, ho sempre dei progetti aperti di cui non parlo mai fino a quando non sono pronti. Non sono stuperstizioso però, come diceva Peppino De Filippo, "non è vero... ma ci credo"”.



In questi anni ti sei occupato spesso di cattiva alimentazione: perché ti sei avvicinato al tema?

“Anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata. Mi sono avvicinato a loro per curiosità, perché ne sapevo poco e immaginavo che, se molte persone (3 milioni in Italia) ne soffrono e tante ne muoiono (più di 3000 l'anno), non si poteva trattare di un vizio, di un capriccio, di una moda, come venivano spesso etichettati, e come lo sono spesso in alcune circostanze. Così ho iniziato, e così continuo ancora. Ho unito la mia curiosità personale a quella giornalistica e autoriale. In questo modo ho potuto informarmi e scriverne per informare, in un circolo continuo che va avanti oramai da cinque anni”.

Quando c'è un momento di tensione le dipendenze tornano a farsi sentire con forza: come distrarsi? Come comportarsi?

“Rivolgendosi sempre a uno specialista. Chi non riesce da solo, deve chiedere aiuto, sempre, qualunque sia il problema. Questi giorni stanno portando anche un grande rallentamento, che vuol dire più tempo per stare con se stessi: non ci siamo più abituati, non siamo sempre pronti a farlo. Dicono che, con queste restrizioni, riprenderemo ad apprezzare le piccole cose”.

Quale libro stai leggendo?

“"Memorie" di Ėjzenštejn. Sì, del regista, tra gli altri, de "La corazzata Potëmkin", che non è affatto "una cagata pazzesca" come dice Fantozzi ne "Il secondo tragico Fantozzi"”.

Che libro consiglieresti?

“E' una delle domande più difficili che avresti potuto farmi, perché dipende sempre dai gusti, dal momento, dal desiderio. L'importante è farlo, magari lasciandosi incuriosire da un autore che non conosciamo ancora”.

Tu sei di Caserta, ma vivi a Napoli: come sta vivendo la città questo momento?

“Sembra tutto surreale. Fuori ai negozi c'è la fila per poter entrare un po' per volta, e la maggior parte delle persone indossa la mascherina. Via Toledo, la passeggiata principale dello shopping, è quasi vuota. Le strade non sono trafficate. Per una città abituata a migliaia di turisti italiani e stranieri durante tutto l'anno, questa è una dimensione molto particolare”.

Il coronavirus e il crollo delle relazioni: come sopravvivere alla distanza di sicurezza?

“Riscoprendo quelle familiari. In casa, con noi, abitano persone che forse non sono poi così tanto male. Per il resto, Internet ci ha già insegnato a limitare i contatti reali. Ed è una cosa che in questo momento può tornarci utile”.

"L'amore è bello, l'amore fa schifo": in questo periodo, che fa?

“Ha dovuto prendere un periodo di pausa. Parlo dello spettacolo al quale ho dato questo titolo, naturalmente. Alcune date sono state annullate, ma tornerà più bello e più schifoso che mai. Per il resto... mi appello nuovamente alla citazione di Peppino De Filippo”.

©2018 by ask4angela

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