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  • Angela Iantosca

Il silenzio è un luogo necessario

Regista, scrittore, padre, marito, ho incontrato Fernando Muraca sette anni fa per il suo film “La Terra dei Santi” e da allora abbiamo condiviso incontri, fiere di libri e soprattutto pensieri profondi, come fratelli. Ha da qualche mese pubblicato “Liberamente Veronica” (Città Nuova), un romanzo in cui si racconta di una adolescente che decide di spegnere ii social trenta giorni per scoprire la sua vera interiorità. Un testo nato da incontri con i ragazzi, da uno studio delle loro reazioni e 'relazioni' al tempo dell'iperconnessione.




Il Covid-19 ci sta costringendo a restare a casa: non c'è rischio di iperconnessione?

“Certo il rischio sei essere iperconnessi c'è ma in questo momento viene in luce anche l'aspetto positivo dei mezzi di comunicazione che usano l'infrastruttura internet. Ci aiutano a uscire, con qualche misura, dell'isolamento”.

Liberamente Veronica” sta diventando un esperimento sociale. Anche tu stai sperimentando la disconnessione. Come sta andando?

“E' vero, Liberamente Veronica, sta diventando un esperimento sociale. Alcuni ragazzi si sentono interpellati a esserne protagonisti. Gli adolescenti si rendono conto di essere sopraffatti dai social, non sono stupidi. Ma non è facile intraprendere un cammino di cambiamento delle abitudini che è difficile. Io ho fatto l'esperimento è mi è servito a fare diverse correzioni nei miei comportamenti social. Penso che ognuno di noi, con proporzioni e modalità diverse, dovrebbe provare a riorganizzare la vita social”.




Che consigli di lettura daresti?

“I consigli di lettura sono difficili perché hanno a che fare con i gusti e i bisogni soggettivi del momento. Mi viene in mente "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono. Una storia bellissima che ci dice tanto sul contributo che ogni uomo può dare...”.

Stai scrivendo un nuovo libro?

“Ho 2 libri in cantiere. Per uno ho già il contratto dell'editore sul tavolo ma nn l'ho ancora firmato perché non ho voglia di scriverlo. È una storia che avevo proposto io ma che adesso non ho il coraggio di affrontare e riguarda le migrazioni epocali in atto. Mi gira in testa una storia ambientata nel mondo della scuola. Ho appena scritto di Veronica che ha 14 anni. Vorrei entrare adesso nella vita della sua prof”.

Cosa ti regala il tempo di avere tempo?

“Con tutti i viaggi in agenda annullati si è aperto uno spazio vitale. Sto studiando. Ho messo mano alla pila di libri, molti dei quali saggi, che ritenevo indispensabili ma per i quali non trovano tempo ed energie”.


Cosa è il silenzio? E' diverso il silenzio di questi giorni?

“Il silenzio è uno luogo necessario. Per me avere più tempo per questo è un dono. In questi giorni il tempo è diventato più umano, meno frenetico quindi i momenti di riflessione sono più intensi”.

Hai tre figli che studiano e una moglie che insegna, quindi siete tutti a casa: cosa state imparando di voi?

“Stare in casa con i figli intorno è bello. Parliamo di più. I miei figli sono grandicelli quindi è facile è gratificante avere scambi. La crisi in cui siamo coinvolti diventa anche uno spazio educativo e di riflessione che io e mia moglie cerchiamo di valorizzare. Sul fondo di tutto per noi due prevale la gioia di "goderceli" un po' di più del solito”.


Cosa ci sta insegnando questo virus?

“Ho un certo pudore a parlare di cosa ci insegna il virus. In questi giorni circolano sui social tante riflessioni, alcune belle e profonde. Io non ho partecipato a questo perché il mio cuore è concentrato nel presente. Penso alle persone che non ce la stanno facendo a vincere la malattia. Al patrimonio di vite umane che stiamo perdendo. Al dolore dei loro cari. A queste persone va il mio pensiero spesso in questi giorni difficili”.

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©2018 by ask4angela

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