• Angela Iantosca

Il mondo che vorrei dipende da noi

Il 10 ottobre si avvicina e non nascondo che sono emozionata. Cosa succede mercoledì? Semplicemente torno "in scena" con le storie tratte da "Una sottile linea bianca" (il libro che ho pubblicato a marzo sulle storie di ragazzi che hanno vissuto la tossicodipendenza). Ma questa volta lo faccio proprio nella comunità di San Patrignano, dove tutto è nato. Perché il 10 e 11 la comunità apre le porte a centinaia di studenti provenienti da tutta Italia per il WeFree Days e perché tre anni fa quella esperienza mi ha profondamente cambiato.

Eh sì, lo dico sempre: un po' di comunità di recupero dovremmo farla tutti. Perché uno pensa che vai in comunità per disintossicarti. Invece no: in comunità ci vai per capire perché hai deciso di farti del male con la droga (ma lo stesso discorso vale se abusi di alcol o se hai disturbi alimentari o qualsiasi altra dipendenza, come quella dall'azzardo...). Quindi per questo dico che in fondo tutti ci dovremmo andare per un po': perché chi di noi, nella vita, con le scelte sbagliate, non si è fatto del male? E perché lo facciamo? Questa è la domanda che tutti dovremmo porci. Stare in comunità, confrontarsi con quei ragazzi che hanno sofferto, provando anche a uccidersi (non consapevolmente), e che poi hanno deciso o sono stati spinti a ritrovarsi, smettendola di raccontare bugie, prima di tutto a se stessi, ti apre lo sguardo, ti aiuta a comprendere meglio, ti costringe a dire la verità!

Insomma una bella terapia!

E già so che sarà ancora una volta bellissimo...


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