• Angela Iantosca

Digital Detox: la vita è dove poni l'attenzione


Ci siamo conosciuti grazie ad una Angela. E per parlare del suo libro abbiamo scelto un luogo pieno di energia in Umbria e una trattoria, dopo, per riconnetterci con il mondo reale. Alessio Carciofi è una di quelle persone che bisogna incontrare per quel suo camminare nel mondo con lo stupore di un bambino e la determinazione di chi sa quale direzione vuole che prenda la sua esistenza. Perché si mette in discussione, ascolta il silenzio e spesso lo cerca. Senza aver paura del vuoto e delle sue potenzialità. Con lui ho parlato dei progetti, di questo momento che stiamo attraversando, dei suoi prossimi impegni e del suo primo lavoro, “Digital Detox” (Hoepli), un viaggio sorprendente nella tecnologia per imparare ad usarla a farne uno strumento per migliorarci la vita e non per farci sopraffare da essa, che spesso ci disconnette dalla parte più importante, quell'IO che dovrebbe essere l’obiettivo costante della nostra ricerca.



Come disintossicarsi nell'era del Coronavirus, quando si è 'costretti' a stare in casa e in molti useranno in modo smodato i social, il computer, i cellulari?

“Non dobbiamo disintossicarci. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio e potenziare il nostro rapporto con il digitale. Il problema non è la tecnologia ma il rapporto che abbiamo creato con essa. Il fascino del design della digitale e tutti i suoi numerosi vantaggi ci allontana da altri aspetti della vita. A me piace ribadirlo anche qui. Il digitale è una delle più grandi invenzioni nella storia dell’uomo. Basti pensare a come stiamo vivnendo il “distanziamento sociale”. In questi giorni, di attesa e di incertezza il “digitale” ci sta unendo. Stiamo vivendo un periodo sfidante, perché questa situazione ci porta a rallentare. A riflettere. Cosa? Riflettiamo sul nostro rapporto con il digitale. A come poterlo migliorare. A come poter migliorare noi stessi”.


Cosa intendi con Digital Detox?

“Intendo dire un sano e giusto rapporto con il digitale. Non intendo una vita senza digitale. E’ immaginabile. Le nuove tecnologie, come il digitale sono accompagnate da pressioni “mentali”, frutto di abitudini errate. La paura personale di perdersi “qualcosa” e di effimero è spesso accompagnata dall'aspettativa di risposte/rispondere veloci, se non immediate. Insomma i media digitali, presuppongono la presenza. Quella stessa presenza che nel lungo periodo non è sostenibile se non saputa gestire”.


Quando hai pensato che fosse questa la strada, hai modificato la tua?

“Assolutamente si. Sennò sarebbe stato un modo vecchio per approcciare una “tecnologia” nuova. Anche perché le persone che ti ascoltano, ti leggono o che incontri riescono a capire se c’è un allineamento tra ciò che dici e ciò che sei. Una delle mie frase preferite è “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, di Gandhi”.


Dove ti sta portando questa tua visione?

“Questa mia visione, iniziata nel 2015 mi sta portando verso ciò che desiderano le persone. Tutti noi vorremmo essere felici, vivere sereni, in equilibrio, solo, che a volte percorriamo strade che si “allontanano” da quella stessa idea. Le persone - ora più che mai - desiderano avere la consapevolezza di come usare il digitale per poter migliorare la propria vita”.



Ti chiamano moltissime aziende e strutture alberghiere: cosa ti chiedono?

“Le aziende, principalmente, mi chiedono formazione. Visione. Strategia. Come poter prendere una posizione attiva all’interno della digital transformation. Per posizione attiva, intendo come potenziare l’intelligenza umana, attraverso programmi di gestione dell’attenzione. Sì, perché le distrazioni digitali sono un costo personale, aziendale e sociale”.


I corsi che organizzi per le aziende a cosa mirano?

“Mirano ad aumentare la produttività e il benessere mentale al tempo stesso. Le tecnologie digitali - pur essendo fonte di distrazione - possono anche essere utilizzate per migliorare il benessere su vasta scala, in modo significativo. Dato che l'IA (intellingenza artificiale) e le nuove tecnologie continuano a progredire, dobbiamo concentrarci ancora più attentamente sui modi migliori per coltivare le capacità, il talento e la salute delle persone. Non solo degli algortimi. Perché è la cosa giusta da fare e perché è l'unico modo per avere successo. Le aziende del turismo, mi cercano perché i miei programmi sono l’evoluzione del spa e del concetto del wellness: insieme alla cura del corpo, dobbiamo esser capaci di “curare” la mente. Come attraverso retreats o viaggi digitale detox”.


Cosa ti domandano le persone?

“Le persone mi chiedono le “cose” più disparate. Ma c’è una cose che le accomuna. Dal CEO della multinazionale all’adolescente o ragazzo universitario. Desiderano vivere meglio il rapporto con il digitale. Desiderano avere più tempo per se stessi ma soprattutto desiderano trovare di “se stessi” la migliore versione”.


Cosa non fai, che tutti invece sono convinti tu faccia?

“A questa bella domanda, spero di saper rispondere. In questo periodo non faccio programmi. Mi correggo subito. Cerco di non fare sempre programmi. Non solo perché non ci sono programmi da fare, ma anche perché non riesco. E’ la stessa situazione “del ricalcolo percorso” del navigatore satellitare”.


Come stai usando questo periodo di 'clausura'?

“Lo sto trascorrendo in casa (come la maggior parte di voi) scrivendo il mio prossimo libro e immaginando. Cosa immagino? Il futuro. In questo periodo cerco di nutrirmi (lo faccio sempre) di contenuti digitale nutrienti. Come se i contenuti digitali fossero un piatto nutriente. No junk food e no junk news. Evito di farmi travolgere dall’ansia e dalla paura delle notizie di cui il sistema si nutre. Ma soprattutto si sono dilatati i tempi del nobile “silenzio”...”.


Tu come ti disintossichi?

“Con tre ingredienti. Silenzio. Natura e Sport”.

Cosa hai imparato?

“Che pensiamo di “essere avanti” invece siamo solo accelerati. Dobbiamo ritornare al senso naturale della vita. La natura ce lo insegna. La sfida è andare avanti e parallelamente dentro di noi. Che la vita non è la ricerca della felicità, ma la felicità della vita sta nella prontezza del rialzarsi. Invece di scaricare l’ultimo aggiornamento dell’ app o del sistema, impegniamoci con noi stessi ad aggiornare la più bella versione di noi stessi”.


Come è migliorata la tua vita?

“È migliorata in consapevolezza. Se conosci le regole del gioco, sei più abile e di conseguenza di comporti meglio. Quando comprendi che c’è un sistema che si nutre della tua attenzione, riesci a gestirla meglio. Per fare un esempio. Se scopri che ogni giorno dal tuo bancomat viene prelevata una cifra in modo automatico e silenzioso. Cosa fai? All’inizio ti arrabbi e poi fai di tutto per non “diventare” ogni giorno più povero. Ora prova a pensare che in questo caso non ci sono i soldi ma c’è la tua attenzione. La vita è dove e come poni l’attenzione”.

Se ti guardi indietro?

“Vedo quel piccolo bambino che sognava. Vedo la strada. Ma soprattutto vedo il coraggio di aver preso troppo spesso strade poco trafficate… perché alla fine sono timido”.


E la tua prossima visione? 

“Quella te la racconterò davanti a un altro patto di amatriciana quando ci rivedremo. Per ora la mia visione è concentrata sul post Covid-19. A tornare ad assaporare quella vita con la presenza e la gratitudine, perché in fondo nulla è mai cosi scontato come ci insegna questa esperienza”.


Quale consiglio di lettura daresti in questo periodo?

“Un libro che vi consiglio e che è sempre sul mio comodino è “ La Scuola degli Dei” di Stefano d’Anna”.


©2018 by ask4angela

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