• Angela Iantosca

Carpinteri: l'artista è un creatore di preghiere

Se volete capire chi è Giorgio Carpinteri dovete cercare lì tra i suoi disegni. Tra quei tratti precisi, quei colori e quelle visioni che ogni giorno prendono forma. Perché è nella sua arte che si svela la natura di un artista, la sua visione del mondo, il suo approccio alla realtà, fornendoci strumenti interpretativi che spesso agli occhi dei più sfuggono. Lo ha fatto anche nel lockdown che abbiamo recentemente vissuto con il suo diario giornaliero, il "Quadernetto antivirus" (Oblomov edizioni), ironico, acuto e imprevedibile.



Siamo usciti dal lockdown, hai visto dei cambiamenti?

"Ho visto molto entusiasmo nel riscoprire le piccole libertà quotidiane negate dal lockdown. È come essere al settimo cielo perché ti è consentito andare alla posta, in tutta libertà, a pagare una bolletta. Scherzo". 


O si sono manifestate nuove specie umane?

"Non credo si possa parlare di “nuove specie”, diciamo che sono più riconoscibili alcune specie umane preesistenti. Una su tutte: i menefreghisti col complesso di superiorità. No mascherina, no guanti e quello sguardo che sembra volerti dire “povero imbecille”...".


Dove trovi l'ispirazione? 

"Nell’inconscio e nei fattacci che ci capitano. Pandemia compresa". 


Stai producendo qualcosa di nuovo?

"La graphic novel a cui stavo lavorando è stata congelata dagli eventi. Si è congelata come il mio sangue quando ho capito che il mondo attorno a me era coinvolto in una cosa che non accadeva da 100 anni. Una pandemia. Per cui ho istintivamente optato per la realizzazione di un diario, composto da una vignetta al giorno, in cui raccontavo il mio quotidiano alle prese con l’inaspettato. È stata una reazione vitale. Il mio modo di tenermi vivo".


Quale è l'immagine che rimarrà scolpita nella tua mente di quei giorni?

"Ci sono immagini che hanno segnato tutti. Per esempio i camion dell’esercito che trasportavano altrove, per problemi logistici, le salme di Bergamo. Ma se devo scegliere un’immagine personale, sono io che piango davanti al televisore mentre Ursula von Der Leyen si batte il petto, quasi in lacrime, affermando che l’Italia era nel cuore di tutti gli europei. Poi, il giorno dopo, ho dovuto fare i conti con atteggiamenti meno empatici da parte dell’Unione Europea".


L'arte può essere un rifugio?

"L’arte non desidera essere “rifugio” ma “cura”. L’arte vuole salvare l’umanità dalla sua miseria. Aprirle gli occhi, il cuore, la mente… una missione di tutto rispetto".



Cosa ti è mancato di più?

"Durante il lockdown mi è mancato non poter andare a trovare mia madre e mia sorella a Bologna (vivo a Roma) come avevo promesso, ma le zone rosse, improvvisamente, ci avevano reso prigionieri".


Cosa hai scoperto di te stesso, come persona e come artista?

"Ho scoperto che se succede qualcosa di grave alla collettività il mio primo impulso è soccorrere e non scappare. Una bella cosa. Certo, non sono un medico e non ho potuto salvare vite in corsia. Sono un autore di fumetti, quindi, sui social, ho cercato di alleggerire la nostra condizione angosciante attraverso vignette che cercassero di sdrammatizzare lo sdrammatizzabile. Non potevo certo cancellare i camion militari di Bergamo. Questo no, purtroppo".

Si parla molto di donne in questo periodo: #datecivoce ma anche le statue dedicate alle donne... da visionario, cosa accadrà?

"Più che un visionario qui servirebbe un essere umano. “Woman is the nigger of the world” cantava John Lennon. Ogni generalizzazione è una truffa ma sono sicuro che chiunque abbia pagato un prezzo inaudito (in Italia il diritto di voto alle donne è stato possibili solo 75 anni fa!) avrà un ampio riscatto. Non sono un “femminista”, semplicemente non ho mai avuto paura delle donne. Mia nonna era un fenomeno… la sua qualità sentimentale, letteraria ed etica mi hanno messo al riparo da pregiudizi sul gentil sesso. Avremo sempre più bisogno di gentilezza".

I personaggi femminili nelle tue storie che ruolo hanno?

"Nel libro “Polsi Sottili” (1985) la protagonista era una donna, Caterina Podom. Disegnai quel personaggio rappresentando il mio ideale di donna, nei suoi pregi e difetti. Un anno dopo la incontrai nella realtà, a Roma. Era lei, fisicamente e caratterialmente. Credo che un autore sia anche un “creatore di preghiere”. La mia fu esaudita". 



©2018 by ask4angela

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