DALI’ APPRODA A ROMA… ED E’ PURE GRATIS (con tessera Arci)!

Approda a Roma il “Gekrisi Live Tour” del cantattore piemontese Loris Dalì in scena il 14 marzo 2017 con un concerto allo Sparwasser, in Via del Pigneto 215.

Classe 1974, Loris D’Alimonte, vero nome del cantautore e poliststrumentista di Castellamonte nel canavese, è al suo secondo disco “Gekrisi” pubblicato a fine novembre del 2016 a un anno di distanza dall’esordio con “Scimpanzè”. Canuto, barba hipster, baffi che ricordano proprio quelli del pittore spagnolo da qui prende il cognome d’arte, Loris Dalì è un personaggio istrionico già nel look e nella presenza scenica oltre che nella suo stile personalissimo di scrivere canzoni.

Autoironia in chiave folk, swing, rock, spiccata teatralità permeata dalla satira politica e sociale sono le caratteristiche vincenti di questo poliedrico artista che ha saputo reinventarsi dopo diverse esperienze in band di successo nel piemontese (su tutte i Cellentani, surreale coverband dell’Adriano nazionale) e reinventare un linguaggio in forma canzone fresco ed attuale, il tutto condito da divertenti citazioni esplicite o meno che vanno da Capossela a Sergio Caputo e Francesco Baccini passando per Mogol, Battisti e la letteratura “storta” e alcolica del grande Bukowsky.

Dal vivo Dalì si presenta da solo con la sua voce e la sua inseparabile chitarra, un approccio minimal per un onemanshow che, al contrario, si annuncia abbondante di melodie, parole ed atmosfere “resistenti” come non se ne sentivano da tempo.

INGRESSO GRATUITO CON TESSERA ARCI 2017
Sparwasser
Via del Pigneto 215, Roma Est17016894_255041511618917_434254081876935777_o

In libreria “La Vittoria che nessuno sa” (Sperling & Kupfer)

“Quando sono nata mi hanno chiamato Giuseppe. Ma sapevo che non era quello il mio nome… Sono diventata attrice fingendo di essere attore, ho camminato di nascosto sulle punte, ho finto di essere un macho… ma come è difficile essere uomini! La schiavitù rende folli… E allora ho fatto l’unica cosa che potevo fare: ho ucciso Giuseppe e ho messo al mondo Vittoria”…

Dal 28 febbraio è in libreria “La Vittoria che nessuno sa” (Sperling & Kupfer), di Vittoria Schisano e Angela Iantosca, un racconto-confessione che svela i sogni e i timori infantili, le fughe, le lacrime, lo smarrimento di sentirsi donna mentre lo specchio riflette l’immagine di un uomo. La difficile scelta di abbandonare i compromessi e le ipocrisie per diventare ciò che è sempre stato.

 

 

SINOSSI

Giuseppe ama la sua famiglia e la sua terra, la Campania, ma ha due buone ragioni per abbandonarle: la passione per il teatro e un segreto che non può confessare a nessuno, neanche a se stesso. Così si trasferisce a Roma dove inizia a studiare recitazione e ad ascoltare il suo corpo e la sua anima. Giuseppe crede di essere omosessuale, eppure non è quella la risposta alla sua inquietudine. Un lungo e tormentato cammino lo porta alla decisione di cambiare sesso. Dopo mesi di cure, nel novembre del 2013 nasce Vittoria.

“La Vittoria che nessuno sa” è un libro autentico e appassionato sulla fatica di vivere di chi nasce “diverso”

 

Vittoria Schisano è nata a Pomigliano D’Arco con il nome di Giuseppe. Nel 1998 si è trasferita a Roma per studiare recitazione. Ha esordito in tv con Lando Buzzanva. Nel 2010 ha ricevuto il premio Oscar dei Giovani, nella categoria spettacolo, come miglior attore esordiente. Nel 2011 ha cominciato il percorso per cambiare sesso. È la prima donna ad aver effettuato un percorso di transizione a cui è stata dedicata una copertina di Playboy.

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Le intuizioni del romanzo “Precipitare” di Simone Costa

E’ stato pubblicato a settembre 2015 il primo romanzo di Simone Costa, “Precipitare” (Bordeaux edizioni). Un testo che, con il passare del tempo, offre nuove chiavi di letture in chi legge, facendo apprezzare le intuizioni dell’autore che parla di un ritorno di “Lascia & Raddoppia Summer edition” ancor prima della scelta della Rai di tornare con “Rischiatutto” (il nuovo che avanza, probabilmente in assenza di idee)…

Leggendo delle avventure del protagonista, Nick, si sente che Simone ha ampia esperienza della tv: si respira quel clima a tratti di finzione, quei non detti, gli sguardi che nascondono segreti, le porte chiuse, le feste post produzione o di inizio incarico, le attese, le ansie, le telefonate che – si intuisce – non sono frutto di un sentito dire…

Il racconto, poco più di 100 pagine, è un sogno, ma forse è realtà. E la realtà che si svela alla fine potrebbe essere essa stessa un sogno nel quale Nick precipita nuovamente (Forse un po’ marzulliano, ma il far coincidere i pezzi del sogno in modo opposto con quelli della realtà è molto interessante).

Nelle pagine che si leggono voracemente tutto è immaginazione, fantasia, deviazione, ampliamento, fuga, buio, pioggia, respiro, malattia, morte e cocaina.

Simone Costa racconta il precipizio nel quale cade il protagonista, attirato dal nulla, dal buio che affascina, da quel vuoto che la cocaina, come tutte le droghe sanno creare.

Mentre leggi la senti l’onnipotenza fragile del protagonista, immobilizzato dalla droga che fa sentire re, ma in realtà ti costringe fermo in un letto, senza forze, senza capacità di muovere una mano, un braccio e con un ago piantato nelle vene che si rompono facilmente, mentre una narice sanguina.

Tutto è incerto in “Precipitare”. Il sogno e la realtà non hanno confini, le realtà sono ribaltate. Ma a collegare i due mondi improbabili ci pensa la cocaina, vero filo conduttore di una vita sofferente come quella del protagonista che comincia con la morte della madre.

Colonna sonora di questo racconto, per me, Cosmo e “Le Voci” che mi hanno accompagnato mentre leggevo… perfetta sintonia di suoni e immagini oniriche (“sento le voci, sì mi sento chiamare, dalle mie fantasie, dal profondo del mare, dalla tv, dalle porcherie, dal silenzio dei sogni inconfessabili…”).

Ora aspettiamo il romanzo!

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E quindi uscimmo a riveder le stelle… su Radio Luna

http://www.radioluna.it/news/2016/12/e-quindi-uscimmo-a-riveder-le-stelle/

 

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Il planetario al Grassi ha bisogno di noi

 

Abbiamo tesori che non conosciamo, abbiamo panorami di cui non godiamo spesso, abbiamo montagne e mare e siamo protetti da un cielo che ogni notte per noi mette in scena uno spettacolo unico. Ci perdiamo nelle piccole questioni quotidiane, nelle dispute da bar, nello stabilire se una cosa è buona in base alla provenienza politica e ignoriamo che anche la nostra città ha tanto da offrire. Ma voi lo sapevate che al Liceo Scientifico Grassi da più di dieci anni esiste un Planetario? Che è noto a livello nazionale e internazionale e che però per il momento è chiuso? Ecco ora il Planetario ha bisogno di noi, di cittadini propositivi e interessati, curiosi e desiderosi di farsi guidare nelle stradecelesti da ragazzi e professori esperti. Qualche giorno fa il Planetario è stato aperto eccezionalmente al pubblico grazie all’Amministrazione comunale che ha voluto prenderne visione per capirne le potenzialità e come poterlo valorizzare adeguatamente… Noi eravamo lì e abbiamo incontrato Andrea Alimenti, dell’Associazione Pontina di Astronomia. Perché a Latina c’è anche chi da anni organizza visite guidate in cielo per tutti e anche per persone con disabilità.

Sempre Verde anche io…

Ci sono cresciuta in questa città (Latina), eppure a volte non mi sembra di conoscerla. Non mi sembra di aver mai notato la sua bellezza. L’ho sempre cercata altrove, in altre regioni, in altre province. Ma non qui. Subivo le passeggiate da bambina, quando mio padre mi voleva sempre portare in montagna. Ed ora mi trovo a ripercorrere quegli stessi sentieri e ad amare quei percorsi. A cercarli sempre più. Vedo le mie impronte di ieri e, con piedi nuovi, più grandi e stanchi, provo a calpestare i piedi miei di bambina. Rivedo le pietre dove mi sono seduta per riposarmi, dove abbiamo deciso di fare un pic.nic. Cammino per quei sentieri e li riconosco. Riconosco gli odori, i paesaggi, gli alberi, le foglie. Mi riconosco.

Si prova spesso a fuggire, ma poi è inevitabile il ritorno. C’è una corda elastica che ci permette fino ad un certo punto di correre contro corrente, contro sé, il proprio passato. Poi quella corda ti richiama indietro. E ritrovi te stesso, la tua vita. Anche quella da cui hai provato a fuggire.

Domenica con Sempre Verde – che da venti anni concretamente lavora perché la natura sia rispettata e sia una priorità – sono andata a piedi a Fogliano, percorrendo sentieri nuovi, sconosciuti, osservando uccelli, provando a individuarli, godendo di quella pace che il lago sa comunicare. Assaporando il gusto di una gita domenicale, il vuoto mentale che solo la Natura sa creare, ritrovando amici persi da anni, ma sempre lì, nel cuore, nei ricordi, nei pensieri.

Con loro (un gruppo unito e libero, dinamico, propositivo e giovane) abbiamo piantato alberi e programmato altre passeggiate nei dintorni, ma anche lontano, con altri ragazzi di altre regioni spinti dallo stesso desiderio di essere parte di questa Natura.

Non ho mai avuto una tessera. Ho sempre preferito sentirmi libera da vincoli per poter esercitare meglio la mia funzione di giornalista…

Ma questa volta è diverso: perché la Natura non ha padroni ed è l’unico vincolo possibile!

Per questo da sabato sono diventata anche io una sempreverdina: tessera numero 20 del 2017.

 

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Sempre Verde festeggia i suoi 20 anni al G.B. Grassi con la proiezione di un documentario di Tozzi

In queste ore, al Liceo Scientifico G.B. Grassi, in collaborazione col Comune di Latina e l’associazione Cavata Flumen, sta avendo luogo la proiezione di una puntata del programma televisivo Fuori Luogo (RAI 1) dedicato alla pianura pontina, intitolata Paludi Pontine – L’Amazzonia Perduta.

In Aula Magna più di 250 ragazzi accompagnati dai professori.

 

L’evento si inserisce nei tre giorni di festeggiamenti dei 20 anni dell’Associazione Sempre Verde di Latina.

Presenti il Presidente dell’Associazione, Luca Cardello (geologo), Renato Chiocca (regista), il professor Tetro.

Oltre al documentario, prevista la proiezione delle foto dell’ecologo Libero Middei musicate da Juri Panizzi.

 

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